Caro Giorgio, mi hai colto come un fulmine a cielo sereno. Ti porterò nei miei ricordi più cari. Pino Commisso
Giuseppe Commisso
Treviso, 02/12/2025 ore 17:19
Ciao Giorgio!
Finalmente sei libero di fare come ti pare😊...
Fai un bel giro, poi trovi ad aspettarti il tuo "Nichetto" che ti vuole bene, qualche buon piatto della tua cucina e anche quache partitina a bridge lassù non guasta👍🙏...
Un abbraccio affettuoso.
Sonia
Treviso , 02/12/2025 ore 09:22
Nordest Ippodromi spa esprime le più sentite condoglianze nell’apprendere la notizia della scomparsa di GIORGIO. Riposa in pace.
Ippodromo S. Artemio di Treviso
Salerno, 02/12/2025 ore 08:06
PER GIORGIO DELLA MEA
UN NON – NECROLOGIO 1 dicembre 2025
Ciao. Questo non è un necrologio, perché l’amico e compagno Giorgio che, per il mondo mercificato e burocratizzato, basato sul feticcio del denaro, sarebbe scomparso tre giorni fa, a fine novembre, per noi : Angelo, Federico, Daniela, Emanuela, me stesso (Mario) e pochi altri costituenti un piccolo gruppo trevigiano appartenente al Movimento nel 1980-81, è sempre vivo e vitale, allegro nella sua malinconia sottotraccia, pronto a difendere gli ultimi, molto critico verso la società dello spettacolo, secondo la visione di Guy Debord e verso i simulacri lavoristi, secondo il filosofo Jean Baudrillard, che citava di frequente. Giorgio era il nostro punto di riferimento quotidiano, e lo è tutt’ora : il tempo non esiste, per la fisica quantistica attraversata dallo sguardo del fisico veronese settantasettino di Radio Alice di Bologna, marzo ’77, amico dell’ editore ribelle Giorgio Bertani, Carlo Rovelli. Incontravamo sempre Giorgio per i bar e osterie di Treviso, si discuteva delle nostre attività nel Movimento, opponendoci animatamente ai teoremi repressivi del Caso 7 aprile che stavano stroncando con anni di carcerazione preventiva gran parte della sinistra antagonista, ma prendendo le distanze anche da posizioni veterocomuniste rigide e autoritarie che allora imperversavano. Erano anni difficili, ma il caro amico e compagno Giorgio era capace, col suo sguardo sornione da autentico bambino libero, di sottrarsi alle angherie e alle molteplici situazioni dolorose del periodo con la sua visione disincantata e poetica al contempo, elaborando strategie difensive di portata universale. Diceva infatti che si doveva uscire dalla forma-lavoro, dalla forma-merce, attraverso attività non monetizzabili, non legate alla forma-denaro, attività controproduttive basate sul principio di reciprocità, non dipendenti dalla produzione capitalistica e dal consumismo. Giorgio era, anzi, è molto generoso e aiutava sempre amici e compagni in difficoltà. Sempre elegante e gentile, considerava il suo lavoro (settore discografico) come un’ attività giocosa, per certi versi divertente. Era sempre di buon umore e considerava la sua vita ben riuscita, quasi felice, anche perché la sua lotta contro la società lavorista si era conclusa, secondo lui, a suo netto favore. Politicamente, aveva legato con i Gruppi Anarchici, con Potere Operaio e con l’Autonomia, con Lotta Continua. Era comunque dell’idea che la militanza non doveva essere concepita come una forma autosacrificale. Il nostro affezionatissimo amico padroneggiava anche la lingua spagnola, tanto che, non di rado, la sua inflessione si avvicinava a quella del parlato sudamericano : aveva infatti trascorso un lungo periodo della sua infanzia, come altri amici e compagni (Gianni), nell’America del Sud. Giorgio era, è noto anche come appassionato giocatore di bridge.
Giorgio amava, ama riferirsi al Marx dei Grundrisse, al Marx non lavorista del futuro, ma citava, cita spesso anche il pensiero ossessivo, una forma di coazione a ripetere, di Proust : “La vita dura lo spazio di un mattino” ma, se l’ attimo è un eterno ( Nietzsche, Zenone di Elea) e il tempo non è progressivo-lineare ma circolare (v. i cicli cosmici in Anassimandro, Eraclito, Empedocle, Platone, ecc.), allora vi è la possibilità del ritorno, la scomparsa è solo temporanea rispetto allo sguardo (Emanuele Severino), in attesa di incontrare nuovamente per i bar e le osterie di Treviso il nostro immenso e simpatico amico che adorava i gatti, Giorgio Della Mea.
Intanto, però, il suo posto vuoto suscita in noi forte sgomento e profonda tristezza. E il senso di solitudine aumenta.
Mario C.